Centro Culturale Giacomo Alberione
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Teatro Spettacoli - Pinocchio border-line
Novembre 2007 - Pinocchio border-line
Spettacolo itinerante
Spettacoli - Pinocchio border-line. Clicca per ingrandire l'immagine Spettacoli - Pinocchio border-line. Clicca per vedere gli interpreti
11, 14, 17, 20, 24 e 28 Novembre 2007

Appunti di regia.
Il Pinocchio che conosciamo, quello a cui siamo abituati, è la versione caramellosa, zuccherata, densa di melassa che la Disney ci propinò talmente tanti anni fa da essere nell’infanzia di chiunque. Nell’immaginario collettivo quello è Pinocchio.

Quando mi chiesero di occuparmi della creazione di uno spettacolo teatrale dedicato al personaggio mi vennero i sudori lungo il filo della schiena. Io ho sempre odiato il Pinocchio della Disney: avrei volentieri maciullato a scarpate il Grillo Parlante, ho sempre trovato la Fata Turchina la donna più scialba del mondo dei cartoon e facevo il tifo per la Balena. Così pensai seriamente di darmi malato. Ma, datosi che non esiste teatrante senza una forte componente masochistica, decisi, prima di trovare una scusa plausibile per rigettare l’incarico, di documentarmi un po’, andai in libreria, comprai “Le avventure di Pinocchio” di Collodi e mi misi a leggerlo. Probabilmente mi era capitato in mano all’epoca in cui facevo le aste sui quaderni, ma non me ne ricordavo una sola parola. Beh, fu un’illuminazione. Il Pinocchio di Collodi nulla aveva a che spartire con quello che ricordavo io: era graffiante, sarcastico, cattivo; disegnava personaggi certamente pescati dalla realtà ma filtrati attraverso la lente ora dell’incubo ora della fantasia. E lo stesso Pinocchio era null’altro che un pretesto per raccontare un mondo. Un uomo per metà compiuto (ma non lo sono tutti gli uomini?) sballottato qua e la da una vita e da una struttura sociale che non capisce e che non domina. E allora mi sono chiesto: cosa farebbe Pinocchio oggi? Dove vivrebbe oggi? La risposta è stata immediata: ai margini. Ai margini della vita, ai margini della società. Sul sottile confine tra esistenza e distruzione. Dopodiché il testo si è scritto da solo: emarginazione, droga, pedofilia, mafia, prostituzione… il margine. Il confine. Border-line appunto.

Alcune immagini di scena
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