Concerto per due pianoforti
Schumann compose i suoi 6 Studi in forma di canone nel 1845 insieme con i quattro Schizzi op. 58 per pianoforte a pedale, le Sei Fughe op. 60 per organo, le Quattro Fughe op. 72 per pianoforte. Questi 6 Studi sono il risultato di un intenso “corso” di contrappunto che Schumann intraprese con la moglie Clara, in un tentativo di padroneggiare lo stile polifonico; egli stesso scrisse infatti pezzi ad imitazione delle opere di Bach testimoniandone la sua profonda venerazione. Dedicò i 6 Canoni al suo primo insegnante che era organista a Zwickau. Un omaggio al Grande Compositore J . S. Bach, padre di tutti i tempi, vogliamo offrirlo anche noi con il suo Concerto BWV 1060 composto nel 1735. Questo concerto sembrerebbe essere una trascrizione di un perduto concerto, sempre in do minore, di cui ci è pervenuto solo un abbozzo, forse per violino ed oboe. Parlare di trascrizione, però, non deve far pensare sia un'opera minore: Bach lavorò con estrema meticolosità alle parti, creando delle vere e proprie reinterpretazioni dei concerti originali. In particolare nel Concerto che Vi proponiamo gli strumenti si fondono in maniera così eccezionale da rendere l'opera una delle più mature di Bach di quegli anni. Quando Busoni decise di decarsi maggiormente all'insegnamento ed alla composizione, scrisse molte opere per due pianoforti per avere l'opportunità di suonare e divertirsi insieme ad un altro pianista. Trascrisse Mozart, quasi quanto Bach, con chiarezza e fedeltà delle linee e delle strutture. Il carattere “allusivo” della musica di Busoni, tuttavia, rende spesso impossibile la separazione tra la trascrizione e l'idea originale. In questo pomeriggio musicale abbiamo deciso di eseguire due delle tre opere di Mozart che Busoni ha trascritto per due pianoforti. Ognuna offre opportunità uniche di suonare insieme sperimentando tecniche e sonorità differenti. La Fantasie für eine Ogelwalze è un progetto iniziato tardi sia nella vita di Busoni sia per Mozart (compose l'idea originale l'anno in cui morì), richiede una musicalità matura ed un ascolto attento. I momenti di grande forza, di quieta bellezza, l'eccitazione della fuga finale rendono il brano qualcosa di eternamente valido, quella bellezza infinita della musica mozartianache Busoni descrive con tre aggettivi: valida, significativa, profetica. Nel Duettinoconcertante Busoni distribuisce equamente il materiale tematico e le sfide tecniche tra i pianoforti. Deriva dal finale del concerto per pianoforte n° 19, sono incorporati elementi orchestrali e solistici che risaltano con l'agilità, il ritmo ed i giochi timbrici rendendo l'opera affascinante e ricca di estro. Concluderà il programma il Concertino di Shostakovich che si basa sull'alternarsi di movimenti lenti e veloci, le figure tematiche presentate dai due pianoforti nell'Adagio iniziale si rincorrono, poi, durante tutto il brano tra virtuosismi lontani, ironia trascinante e sonorità grandiose.
Inizio Evento ore 17.00
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Recensito da: Marco Alterio il 2012/05/02 11:28:44 - Scadenza News: 2012/05/21